Questo è un posto per Laura. Per i suoi sorrisi, le sue battute, la sua energia e tutte quelle bischerate che ancora oggi riescono a farci sorridere.
Un sorriso come il tuo non si spegne: resta per sempre.
In ordine sparso




















































Hai condiviso con noi la tua vita, lasciando in ognuno un ricordo meraviglioso di te, piccola grande donna.
Cristiana MinghiA Laura,
amica di una vita prima ancora che collega, presenza luminosa, sincera e brillante. Con il tuo sorriso hai reso più belle anche le giornate più grigie e con la tua generosità sei stata sempre accanto a tutti.
Un pezzo di Aruba. Un pezzo di noi.
Sempre con me, Amica.
Laura, tra una risata e una battuta ci hai insegnato a non prenderci troppo sul serio. Ed è proprio sorridendo che vogliamo continuare a ricordarti.
Laura TosiSei stata un dono prezioso e unico nella mia vita. Porterò sempre con me il tuo sorriso, i nostri ricordi e tutto l’amore che ci ha unite.
Maria Francesca PudduNon è facile non essere tristi, ma sorridere pensando a te è il modo più bello di ricordarti.
Massimiliano BianchiRealizzato dai colleghi
Lascia un ricordo, un saluto, una riga. I messaggi vengono pubblicati dopo l’approvazione.
I cachi in cartella...
Una delle tante volte in cui Laura riuscì a trasformare una situazione assurda in una risata collettiva.
Ero in ufficio quando mi chiamò la bidella di mio figlio per dirmi che Francesco aveva dei cachi nello zaino. Non semplicemente dei cachi: dei cachi ormai schiacciati, reduci dal progetto frutta della scuola e finiti, non si sa bene con quale logica, direttamente in cartella.
Io, al telefono, cercavo di gestire la situazione con grande serietà:
“Ok, mando qualcuno a prendere tutto quello che si è imbrattato.”
“Ok, sistemerò tutti i libri e i quaderni.”
“Ok, ok…”
Poi però non riuscivo proprio a trattenermi:
“Per carità, io avrò anche sbagliato a non controllare la cartella… ma mi spiegate con che logica si fanno mettere dei cachi nello zaino a un bambino?”
Laura era nell’ufficio accanto, insieme agli altri, e naturalmente aveva sentito praticamente tutto.
Da lì in poi, per me, fu la fine.
Partirono le risate, le battute, le prese in giro. Un’altra TOSATA in piena regola. E più io cercavo di spiegare che sì, avrei sistemato tutto, sì, avrei recuperato libri e quaderni, ma che il vero problema restava la discutibilissima idea dei cachi in cartella… più lei trovava nuovi motivi per prendermi in giro.
Ancora oggi, quando penso a quella telefonata, non ricordo tanto i cachi schiacciati. Ricordo Laura che rideva dall’altra stanza.
Ed è forse questo uno dei ricordi più belli: la sua capacità di prendere un momento qualunque, anche una cartella piena di cachi, e trasformarlo in una storia che avrebbe fatto ridere tutti per anni.